Chi è Renzi, il vincitore dell' 8 dicembre?

Il
catto-liberista Matteo Renzi, ex boy-scout formatosi nell'ambiente
giovanile
del cattolicesimo fiorentino, ha alle spalle una carriera di "grande
comunicatore"
e di abile trasformista.
Già
portaborse del deputato cattolico Lapo Pistelli a Montecitorio, diventa
nel
1999 Segretario provinciale del Partito Popolare Italiano (ex Democrazia
Cristiana),
poi - nel 2001 - coordinatore fiorentino della Margherita (sempre
ex
Democrazia Cristiana !) e suo Segretario provinciale nel 2003.
Nel
2004 è eletto Presidente della Provincia di Firenze per il centrosinistra
e -
dal 2009 - è Sindaco di Firenze, sempre per il centrosinistra borghese.
Membro
attualmente della Direzione Nazionale del PD, si è candidato - nel
luglio
2013 - alla Segreteria del partito e ha riportato nelle primarie dell'8
dicembre
un successo al di là di ogni aspettativa, con circa il 68% dei voti
contro
il 16% di Cuperlo e il 14 % di Civati.
Chi è
Renzi? Un uomo legato al Vaticano, per la sua origine e formazione.
Legato
agli Stati Uniti: Francesco Rutelli, quando era Vicepresidente del
Consiglio,
lo portò con sé negli USA, facendolo conoscere a Hillary Clinton e
agli
ambienti economici e finanziari che ruotano intorno alla Casa Bianca.
Renzi
è organico agli interessi dell'oligarchia finanziaria, dei padroni,
delle
banche, della rendita e del profitto; è favorevole alle privatizzazioni;
è
nemico dei sindacati dei lavoratori; nel campo dell'economia e del lavoro,
segue
le idee di iperliberisti come Pietro Ichino e Luigi Zingales.
Ha
affermato, a suo tempo, che se fosse stato un operaio della Fiat di
Pomigliano
d'Arco, avrebbe votato "senza se e senza ma" a favore del
referendum
proposto da Sergio Marchionne.
Il suo
progetto politico neocentrista è in sintonia con le posizioni di quella
parte
del capitalismo, ostile al populismo di Berlusconi e di Grillo, che fa
capo
alla Fiat, a Montezemolo, Della Valle e alle multinazionali che vogliono
fare
profitti in Italia.
Ha vinto
con un programma fatto di controriforme istituzionali utili ai
capitalisti,
euro-sacrifici, attacco ai contratti di lavoro, flessibilità e
licenziamenti,
con promesse e illusioni, e con il potente aiuto dei media.
Chi lo
ha votato? In stragrande maggioranza, la piccola borghesia urbana,
disorientata,
impaurita dalle conseguenze sempre più gravi della crisi che la
impoverisce
di giorno in giorno, delusa dal berlusconismo e alla ricerca di un
nuovo
«salvatore».
Il PD,
dopo l'esito di queste primarie è in crisi profonda. Il suo vecchio
gruppo
dirigente cercherà di reagire alla clamorosa disfatta di Cuperlo (il
"suo"
candidato), ma in parte sarà "rottamato" dal vincitore, in parte si
spezzerà,
con un esito che potrà giungere anche a una scissione.
Una
cosa è certa. La vittoria di Renzi rompe ogni residuo legame con il
passato
socialdemocratico del PDS-DS-PD e sposterà ancora più a destra l'asse
politico
del PD, schierandolo sempre più con i padroni contro i lavoratori.
Nessuna
alleanza è possibile con questo partito borghese da parte delle forze
comuniste
e rivoluzionarie!
Un
nuovo partito è necessario costruire: il Partito comunista marxista-
leninista
del proletariato d'Italia!
10
dicembre 2013 Piattaforma Comunista